Emilio Manzoni (Sungrow) analizza le sfide del 2026: tra le aste MACSE e l’innovazione del PowerTitan 3.0, il futuro della rete elettrica italiana passa per l’accumulo intelligente.
Il 2025 è stato l’anno d’oro per lo storage in Italia, complice l’asta MACSE che ha posizionato il nostro Paese ai vertici mondiali del settore. In questo scenario, Sungrow si conferma leader tecnologico, puntando a installare oltre 1 GWh di sistemi BESS (Battery Energy Storage System) entro la fine del 2026.
La rivoluzione del Grid-forming
Ma la vera sfida è la stabilità della rete. Con l’aumento delle rinnovabili, gli inverter tradizionali (statici) non possono più limitarsi a seguire la rete, ma devono aiutarla. Entra qui in gioco la funzionalità Grid-forming: questa tecnologia permette alle batterie di simulare l’inerzia delle vecchie centrali elettriche rotanti, stabilizzando tensione e frequenza. Come spiegato da Emilio Manzoni, questa funzione è ormai imprescindibile per integrare massicce dosi di fotovoltaico nel sistema nazionale senza rischi di blackout.
PowerTitan 3.0: densità e raffreddamento a liquido
Sul fronte hardware, la risposta di Sungrow è il PowerTitan 3.0. Questo sistema “All-in-One” raggiunge una densità energetica di quasi 7 MWh e adotta il raffreddamento a liquido, una tecnologia che aumenta la vita delle celle e riduce drasticamente i costi di manutenzione. Grazie alla gestione software avanzata e all’accoppiamento in corrente continua (DC), Sungrow punta a superare i colli di bottiglia dei permessi e della saturazione della rete, garantendo flessibilità energetica fino a 8 ore.