Il fotovoltaico domestico è diventato negli ultimi anni una delle soluzioni più diffuse per ridurre le bollette e contribuire alla transizione energetica. Ma quanto fa realmente risparmiare un impianto solare installato in una casa italiana? A questa domanda ha provato a rispondere uno studio del Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha analizzato i consumi di oltre 10.000 famiglie del Nord Italia tra il 2021 e il 2022, valutando i vantaggi economici, sociali e ambientali.

Fotovoltaico e caro energia: un alleato per le famiglie

Il boom del solare residenziale è legato all’aumento dei costi dell’energia e agli incentivi statali. Solo nel 2022, dei 2.482 MW installati in Italia, ben 1.030 MW provenivano da piccoli impianti sotto i 10 kW.

Lo studio dimostra che le famiglie con fotovoltaico hanno ridotto in media dell’85% il consumo di elettricità dalla rete, con un picco del -88% in primavera ed estate e un calo più contenuto in autunno (-34%). Durante le ore centrali delle giornate soleggiate, la riduzione ha raggiunto quasi il 100%, mentre nei mesi meno luminosi si è attestata tra il 75% e l’80%.

Resistenza agli shock energetici

Il vantaggio non è solo economico ma anche di resilienza ai rincari energetici. Durante le ondate di calore con temperature sopra i 30 °C, il consumo elettrico dalla rete per le famiglie con fotovoltaico si è ridotto del 68% rispetto a chi non possedeva impianti solari.

Nel 2022, quando il prezzo dell’elettricità superò i 540 €/MWh ad agosto, le famiglie senza fotovoltaico hanno perso in media 300 € di surplus del consumatore, mentre chi aveva un impianto ha registrato una perdita tra 0 e 133 €.

Il surplus del consumatore rappresenta il beneficio netto che una famiglia ottiene dall’acquisto di energia a un determinato prezzo: meno variazioni ci sono, più alto resta il vantaggio.

Benefici ambientali: meno CO₂ e più sostenibilità

Il fotovoltaico domestico contribuisce anche alla riduzione delle emissioni. Una famiglia media evita l’immissione in atmosfera di circa 544 kg di CO₂ all’anno, pari a un taglio del 75% rispetto ai consumi tradizionali.

La primavera è la stagione più virtuosa, grazie alla combinazione di forte irradiazione solare e alta intensità di carbonio della produzione elettrica nel Nord Italia.

Questa riduzione porta benefici sociali quantificabili in un risparmio tra 166 € e 266 € l’anno per famiglia, derivanti dai minori costi esterni legati all’inquinamento.

Fotovoltaico domestico: investimento economico, sociale e ambientale

Lo studio conferma che il fotovoltaico non è solo un modo per abbattere la bolletta, ma anche un investimento strategico per:

  1. Ridurre la dipendenza energetica dalle fluttuazioni del mercato.
  2. Tagliare le emissioni di CO₂ con un impatto ambientale concreto.
  3. Generare benefici sociali a livello collettivo.

Con queste prospettive, il fotovoltaico residenziale si conferma uno strumento chiave per affrontare le sfide della transizione energetica, con vantaggi tangibili per cittadini, imprese e comunità.



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