Con un’efficienza record del 26,66% e una quota di mercato che punta al 70%, le celle TOPCon hanno ufficialmente scalzato lo standard PERC. Ma restano sfide aperte su costi e materiali.

Il settore del solare sta vivendo una trasformazione radicale. Se fino a pochi anni fa la tecnologia PERC dominava incontrastata, oggi il testimone è passato definitivamente al fotovoltaico TOPCon (Tunnel Oxide Passivated Contact). Nel 2026, questa tecnologia non è più una promessa, ma una realtà consolidata che copre oltre il 70% della domanda globale.

I motivi del successo: efficienza e resistenza

Il segreto del TOPCon risiede nella sua struttura interna. L’inserimento di uno strato sottilissimo di ossido (“ossido tunnel”) riduce drasticamente la ricombinazione dei portatori di carica, permettendo alle celle di catturare molta più energia. I risultati sono tangibili: a febbraio 2026, ricercatori e giganti del settore come Jinko Solar hanno raggiunto un’efficienza record del 26,66% su wafer industriali M10. Inoltre, queste celle soffrono meno le alte temperature, garantendo rese superiori anche in climi caldi.

Le sfide: umidità e il “nodo” argento

Nonostante il successo, il Fraunhofer Institute ha evidenziato aree di miglioramento. I test di invecchiamento mostrano una sensibilità residua all’umidità e ai raggi UV. A ciò si aggiunge la volatilità dell’argento, fondamentale per i contatti delle celle: il TOPCon ne utilizza il 50% in più rispetto al PERC. Con l’argento che ha toccato picchi di 116 dollari l’oncia a inizio anno, la corsa è ora verso la metallizzazione ibrida nichel-rame, una soluzione che promette di abbattere i costi del 90% entro i prossimi due anni.

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