Il 2026 del settore energetico italiano si è aperto sotto il segno di una decisa volatilità, seguita però da un rassicurante trend di rientro. Se i primi giorni di gennaio avevano fatto temere una nuova stagione di rincari, i dati più recenti diffusi dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) mostrano una correzione dei prezzi più rapida del previsto, sostenuta dal calo delle quotazioni del gas e da una spinta decisa delle fonti rinnovabili.
Analisi del primo bimestre 2026: Pun e IG Index in calo
Il confronto tra gennaio e febbraio 2026 evidenzia un’inversione di rotta significativa. Dopo un avvio d’anno con prezzi elevati, condizionati dalle tensioni geopolitiche internazionali, il sistema ha mostrato una maggiore resilienza.
Andamento prezzi primo bimestre 2026:
-
PUN (Elettricità): Gennaio 132,66 €/MWh → Febbraio 114,41 €/MWh (-13,7%)
-
IG Index (Gas): Gennaio 37,93 €/MWh → Febbraio 35,09 €/MWh (-7,5%)
La flessione del PUN Index a febbraio è riconducibile a driver ben definiti: la contrazione dei volumi di acquisto, l’incremento delle importazioni nette e, soprattutto, una maggiore penetrazione delle fonti rinnovabili non programmabili, che hanno contribuito ad abbassare il costo marginale di generazione.
Il mercato del Gas: convergenza europea
Sul fronte del gas, l’Italia sta rafforzando la sua integrazione con i mercati continentali. L’IG Index di febbraio (35,09 €/MWh) si è avvicinato progressivamente al benchmark europeo TTF (33,11 €/MWh), riducendo lo spread a circa 2 €/MWh. Questo allineamento segnala un mercato più bilanciato e meno soggetto a shock isolati, nonostante il quadro geopolitico continui a influenzare il sentiment degli investitori lungo la curva forward.
Il bilancio del 2025: un anno di consolidamento
Per comprendere l’attuale dinamica, è fondamentale guardare ai risultati consolidati dello scorso anno. Il 2025 è stato un anno di crescita per il mercato elettrico italiano, con un PUN medio di 115,32 €/MWh, in aumento di 6,80 € rispetto al 2024.
Il 2025 ha però introdotto segnali di forte variabilità:
-
Prezzi nulli: a maggio si sono registrati episodi con valori pari a 0 €/MWh, evidenziando l’impatto della sovrapproduzione rinnovabile in alcune fasce orarie.
-
Liquidità del Gas: i volumi scambiati sulle piattaforme GME sono cresciuti del 16%, arrivando a coprire il 31% dei consumi nazionali, a testimonianza di un ricorso sempre più intenso ai mercati organizzati per il bilanciamento.
Novità regolatorie e mercati ambientali
Il sistema energetico del 2026 beneficia anche delle riforme introdotte nell’ultimo anno. Tra queste spicca il lancio della NEMO Transparency Platform e l’estensione del trading infragiornaliero fino a 30 minuti prima della consegna, misure che hanno aumentato la flessibilità operativa.
Inoltre, il 2025 ha visto un consolidamento dei mercati ambientali, sebbene con prezzi in calo per le Garanzie d’Origine (GO), attestate mediamente a 0,26 €/MWh. Questi strumenti rimangono tuttavia pilastri strutturali per integrare i segnali di prezzo dell’energia con gli obiettivi di decarbonizzazione.
Conclusioni: cosa aspettarsi per la primavera?
Le indicazioni provenienti dai mercati a termine per i prossimi mesi prefigurano una traiettoria di ulteriore riduzione. I prodotti primaverili mostrano segnali di stabilizzazione, suggerendo che il picco di tensione registrato a gennaio possa essere ormai alle spalle, a patto che il contesto geopolitico non riservi nuovi scossoni improvvisi.